giovedì 22 ottobre 2009

Semantica?

anche questo è fuori tema, ma continua a piacermi

Ohibò, non so quando è successo, ma una sera mi sono coricata e il giorno dopo, come niente fosse e senza neppure sospettarlo, mi sono risvegliata su Second Life. Impossibile accorgersene: il mio avatar è identico a me, compresi i nei maldisposti e gli sbalzi umorali. Identica è pure la casa, il marito, i vicini, la portinaia, il quartiere. Certo, però, qualche indizio c'era. Per esempio i nomi dei partiti. Quello più a sinistra, quaggiù a Second Life, si chiama "Partito Democratico". Dico, anzi, ripeto, "Partito Democratico": ma non vi fa ridere? Come ho potuto cascarci? "Partito Democratico", manco fossimo negli Usa. De-mo-cra-ti-co, il grado zero della politica. "Cosa sei tu?" "Democratico", no, ma vi aspettate che vi dica "Fascista"? O "Comunista"? "Democratico", una risposta buona per tutte le stagioni e a qualsiasi latitudine. Domandate a qualcuno, una persona qualsiasi, se si sente antidemocratico e contate le risposte positive. A parte gli originali, qui a Second Life tutti sono democratici.
Poi ce n'è un secondo "Italia dei valori". "Italia dei valori"? Quali valori? Valori di chi? I miei e quelli di Brunetta, per non parlare sempre dello stesso nano, non coincidono. Roba da slogan Anni 80, l'"Italia dei valori" vale l'Italia del Mulino Bianco. "Italia dei valori: panforte Sapori". No, fermatevi, pensateci davvero, assaporate il condensato di retorica del nome: "Italia", con quanto suggerisce di patria, appartenenza, orgoglio etc. etc., "dei valori". È chiaro che l'ha scelto un guru del marketing 'sto nome, dai. Ma un guru di Second Life, per certo.
Infine un terzo, "Popolo della libertà". Qui siamo all'apoteosi. Come ho fatto a pensare che nella realtà potesse esistere un partito con un nome così pomposamente idiota. Ma, andiamo, "Popolo - della - libertà". Se "Italia dei valori" è un concentrato di retorica qua entriamo nel buco nero della scienza populista della comunicazione. "Popolo della libertà" si capisce che va bene per Pinochet come per Pol Pot. "Avanti, Popolo della libertà". Peggio che democrazia, sotto la coperta della libertà ci si ficca di tutto, in realtà qui a Second Life il nome fa riferimento giusto alla libertà dalle manette.
Nomi ridicoli, degni della Second Life nella quale sono precipitata. Anche se c'è un altro partito che mi lascia perplessa: la Lega. Ma com'è che si sono scelti il nome? La Lega? Sì, vabbè, ho capito che per rifarsi ad Alberto da Giussano ci vuole un tocco di Medioevo, ma, insomma, a tutto c'è un limite. O, forse, no, non sono indietro, sono avantissimo, sono i primi a essersi accorti che il mondo virtuale si serve di termini medievali come sito, portale, icona e si sono lanciati: "Come ci chiamiamo?" "Rendeteci il feudo" "No, non va bene" "I nuovi celtici" "Ma sei scemo?" "Ehi, com'è che si chiamava quella roba là, sai quella di Pontida, lì, la coalizione delle città lombardo-emiliane, dai". "Ma cosa? La Lega lombarda?" "Te la lì: Lega". E via che ci hanno fondato il partito su Second Life. Lega. Nel 2010. Su Second Life. Mi sa che hanno fatto confusione: loro credevano di giocare a "Dungeons and Dragons".

1 commento:

  1. buahahahah ah ahhah! brava virginie, m'hai snebbiato il malumore di stamattina. e il bello è che non c'è niente di buffo. (senti, mi sa che ti scrivo, un giorno di questi, per un articolo che mi sta sobbalzando in testa, e per un altro che invece ho già quasi finito - se ci piace, poi pensiamo a cosa farne).

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