martedì 13 aprile 2010

Matinée

Siccome sono torda, questa mattina sono andata al Louvre ma non avevo ben capito cosa mi sarebbe toccato vedere (si fa per dire, neh?). Avevo letto almeno dieci volte “Capolavori del museo del quai Branly al Louvre: già 10 anni”, ma, visto che ignoro o, forse, ho dimenticato la storia, non sapevo bene che aspettarmi. Stupido essere che non sono altro: quel che dice il titolo, capolavori di arti e civiltà d’Africa, Asia, Oceania e Americhe (esattamente come al museo etnografico del quai Branly) in versione Louvre.
Si comincia con l’Africa e il cuore mi fa un balzo quando vedo un feticcio beninese (la dida è più complessa. Recita: scultura fon in ferro dedicata a Gou, divinità del ferro e della guerra, attribuita a Akati Ekplekendo. Prima del 1858), che, purtroppo, non posso mostrarvi perché non ho il permesso di fare foto. Poi c’è una sorta di tavolo-vacca che vorrei tanto a casa mia e una specie di porcospino che è più vudù del vudù di cui sopra. E mi dico che, eh sì, l’arte africana se la conosci non puoi non amarla.
Mentre mi beo del mio squisito senso estetico vengo colpita e affondata dal magnifico mostro blu che si vede nel biglietto d’invito riprodotto qui sopra: con un paio di passi sono trasmigrata in Oceania e, appena oltre, sono già in Melanesia. Il mento mi cade sul petto di fronte al volto in pietra dell’Isola di Pasqua, che riconosco immediatamente anche se laggiù non ci ho mai messo piede. Massimo rispetto e mutismo totale e improvviso. Per fortuna a ridarmi il dono della parola ci pensano gli hawaiani; i quali hanno concepito una testa di dio dai denti così aguzzi che fa quasi paura. Con il trapasso in America centrale e meridionale mi ritrovo a casa: individuo immediatamente una stele Maya. E, subito dopo, quasi mi commuovo di fronte a un enorme totem nordamericano.
Wow. Quasi troppo. No, in verità, giusto giusto: oggetti stupendi messi in valore dall’allestimento minimalista. Li si gode meglio che allo sfolgorante museo del quai Branly, che resta uno dei miei preferiti, ma è un luogo dove ogni volta rischio l’indigestione da immagini.
Esco gaia come una trottola e incrocio nuovamente gli stessi militanti di Culture Sud Solidaires, che già mi avevano accolto all’ingresso e che mettono doverosamente i puntini sulle i: “L’apertura del padiglione delle Sessioni è stata una svolta importante nella storia dello sguardo rivolto dall’Occidente alle arti e alle civiltà in esame, ovvero ai tre quarti dell’umanità e a sei mila anni di storia del mondo. Ma qual è lo sguardo che si rivolge ai popoli stessi quando ogni giorno lo Stato viola i principi umani più elementari, quando si arrestano i bambini, si mettono i poppanti in centri di detenzione amministrativa, si separano coppie e famiglie, si obbligano liceali e studenti a lasciare gli studi, si perseguitano gli esuli eccetera eccetera eccetera?”. Non so quanto la protesta sia pertinente (questo per colpa mia), ma sì, certo, siamo tutti a fare “oh bei oh bei” davanti, che so, a un gioiello azteco, e gli indios de’ noantri li prendiamo a bastonate e calci in culo. Sì, certo.
By the way, ritiro il volantino d’ordinanza e passo oltre. Attraverso così la porta dei leoni, che, lato Corte, sono in realtà leonesse, e passo per i giardini del Louvre, la parte alta delle Tuileries, tra statue, bella gente che fa jogging e turisti più o meno svaccati. Parigi sotto il sole è così bella che non riesco a fare a meno di scriverlo su Facebook, così lo condivido (va’ che l’è scema forte, la virginie).
E sono in anticipo: un quarto d’ora da buttare. Però sono ormai a Palazzo Reale, dove da almeno dodici anni acquisto il mio profumo: Ambre Sultan. Anzi, già che ci sono, oggi potrebbe essere il giorno in cui provo a tradirlo e scelgo una nuova fragranza per l’estate (ma solo per l’estate, neh?). Felice come un fringuello avanzo e vedo una troupe televisiva in area boutique profumo. Mmmh, no, dai, dimmi che non stanno proprio lì. E invece sì. Ergo niente profumo nuovo. Si vede che non era cosa.

P.S. solo per ze: non rompere, neh? Sono in fase profondamente tralfamadoriana e tutti gli istanti sono per me diversamente e simultaneamente presenti. Baci

2 commenti:

  1. ma che... giorni fa avevo commentato con "sei deliziosa". ma mi accorgo ora che qui non c'è mai stato. vabbè. come se fosse, d'accordo?

    RispondiElimina
  2. anche tu non sei niente male ;)

    RispondiElimina

Licence Creative Commons
Ce(tte) œuvre est mise à disposition selon les termes de la Licence Creative Commons Attribution - Pas d’Utilisation Commerciale - Pas de Modification 3.0 non transposé.