mercoledì 28 luglio 2010

E la chiamano aristocrazia

giovedì, 27 luglio 2006

Ha 70 anni ed è ancora bella: di quella bellezza che il tempo non cancella, una figura snella, alta, con le membra lunghe e quel pizzico di civetteria che solo le donne che sono state molto ammirate da giovani sanno conservare con garbo anche in età. Per di più è lucidissima, instancabile, attiva, intelligente. E pungente. Se i ranghi di nobiltà avessero un senso la signora sarebbe contessa, per matrimonio, ma a sua volta è nobile per nascita e di ben più antica aristocrazia. Oggi, per tutti, è Madame e tutti, compresi i suoi figli, le danno rigorosamente del voi. Ma Madame, professione castellana, non rinuncia a qualche vezzo. Con virginie ci ha giusto provato: davanti a un’opera, realizzata per un’Esposizione universale dei tempi che furono, da estrosi produttori di articoli da pesca. L’opera in questione contempla una serie di galleggianti “sui quali - spiega Madame - appaiano le insegne dei re presenti all'inaugurazione. Vede? Questo è per la corona d’Inghilterra, qui c’è il re di Spagna e qui, oh, ma che diavolo ci fa il duca di Savoia?”. Sospende nel vuoto la sua domanda retorica in attesa della mia reazione, io sorrido e fingo di non capire. Quando il silenzio si fa troppo lungo e un tantino spesso tocca di nuovo a lei: “Ah, già, che sciocca, a quell’epoca era re d'Italia”.
La frecciatina cade nel vuoto ché noi italiani ai nostri primi e ultimi re non ci teniamo davvero, il puttaniere pretendente Vittorio Emanuele lo regalerei volentieri a chiunque ne avanzi richiesta e con me penso e spero la stragrande maggioranza di noi. Madame, però, da ex cacciatrice, a far sgorgare almeno un filino di sangue non rinuncia. E la sua vittima è la guida. Madame possiede, oltre al castello, un magnifico orto che ci porta a visitare. La guida ci lascia alle cure della castellana, a pochi passi, e volge il bel viso verso il sole quasi al tramonto. Madame la vede e lancia: “Le piacerebbe, eh, stare ad abbronzarsi qui dentro invece che sul suo misero balconcino di città”. La guida sbianca e finge di non sentire, io guardo Madame come se fosse pazza ma il mio angelo custode non mi suggerisce neppure una battuta; così mi limito a fissarla negli occhi sperando che almeno una goccia del mio disprezzo riesca a trafiggerla. Alla faccia della classe.


(nella foto: Il Château de la Bussière, www.chateau-labussiere.com)


(P.S. l'originale, da un blog ormai morto, lo trovate cliccando il titolo. Quando non ho niente di meglio da scrivere ho deciso di raccogliere qui i miei post su Parigi. Almeno se ne staranno tutti insieme ;)

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