martedì 27 luglio 2010

Paradossi d’Europa

mercoledì, 26 luglio 2006

Le mie nipoti hanno un doppio cognome. In Francia è consentito: così le bimbe hanno preso entrambi i patronimici, paterno e materno. Quello che ci teneva di più era mio cognato, francese di origine algerina, che, visti i tempora e i mores, preferiva che le sue figlie avessero anche un cognome decisamente europeo da aggiungere al suo, smaccatamente arabo. Non si sa mai.
Fin qui tutto bene. La trappola arriva poi: l’Italia il doppio cognome non lo riconosce e non lo accetta. No problem per la prima, grande viaggiatrice, che ha già il suo passaporto da mo’. La seconda, invece, ha appena tre settimane e per essere portata in Italia ha bisogno di essere in qualche modo identificata. La cosa più semplice sembrava (sembrava) metterla sul passaporto di mammà. Eh sì, bravi, ma col doppio cognome non si può. Risultato: l’allegra famigliola ha dovuto spostare tutti i voli, sorbirsi il caldo metropolitano e un sacco di burocrazia suppletiva perché Maya ha dovuto fare la sua carta di identità, che in Francia è più complicata da ottenere di un passaporto da noi e richiede almeno dieci giorni di tempo. Ora sul documento figura una foto di quando Maya aveva dieci giorni alla quale già adesso assomiglia solo vagamente: gran bella prova di identificazione visto che quando rientrerà sarà tutto un altro bébé. Ma che andassero un po’ in mona.


(P.S. l'originale, da un blog ormai morto, lo trovate cliccando il titolo. Quando non ho niente di meglio da scrivere ho deciso di raccogliere qui i miei post su Parigi. Almeno se ne staranno tutti insieme ;)

Nessun commento:

Posta un commento

Licence Creative Commons
Ce(tte) œuvre est mise à disposition selon les termes de la Licence Creative Commons Attribution - Pas d’Utilisation Commerciale - Pas de Modification 3.0 non transposé.