lunedì 29 novembre 2010

A Parigi degustiamo l'acqua (visto che è pubblica)


Clicca sul titolo e trovi l'evento (o, anche: resta di stucco è un barbatrucco).
Alla stampa abbiamo detto che il 4 dicembre 2010 ci sarà una mobilitazione per l'acqua pubblica. A Parigi come in Italia.
Ovvero: in attesa che la Corte di Cassazione si pronunci sulla validità delle oltre 1.400.000 firme raccolte per richiedere il referendum contro la privatizzazione dell'acqua, il Forum delle Associazioni "Acqua Bene Comune" ha indetto per il prossimo 4 dicembre una giornata di mobilitazione nazionale. Scopo delle iniziative, che avranno luogo un po' in tutta Italia, è chiedere una moratoria per la sospensione della legge Ronchi, oggetto del referendum.
Il Comitato Acqua Bene Comune parigino, nato alla fine del mese di ottobre con l'appoggio di singoli cittadini e di diverse organizzazioni e associazioni (Acli, Associazione Inca Francia, Atelier France-Italie, Collettivo 5.12, la rivista Focus In, La fabbrica di Nichi Parigi, Libera, Les amis de Beppe Grillo, Lo sbarco Parigi, Associazione e Circolo Democratici Parigi), risponde all'appello lanciato dal Forum e organizza una "degustazione d'acqua pubblica", che si terrà alla Mairie del Secondo Arrondissement a Parigi.
Dalle 15 alle 18 i partecipanti a questa "festa dell'acqua" potranno ascoltare vari interventi, da quelli spettacolari degli "artisti per l'acqua" a quelli più impegnati di Jean-Luc Touly, Consigliere Regionale in Île de France per il gruppo Europe Écologie - Les Verts, e Stefania Molinari della Coordination Eau Île-de-France.

Tornare al pubblico si può: Parigi l'ha fatto ;-)

martedì 23 novembre 2010

Parigi è figa

venerdì, 09 novembre 2007

Ragazze meravigliose che, per quanto mi riguarda, esistono solo per un istantaneo piacere dello sguardo, perché, anche se mi fanno girare la testa, non ho alcun desiderio di portarmele a letto. (Per onestà: ho incontrato anche un tale con uno sguardo da far diventare livido d'invidia Kim Rossi Stuart e "une gueule d'enfer", però era alto un metro e un'oliva. E ne ho visto, se così si può dire, un secondo che era pure meglio. Ed era della taglia giusta. Ma, bon, dev'essere stato un abbaglio: il sole era già sceso, gli occhiali mi servivano ormai solo da cerchietto e, soprattutto, il tizio in questione mi ha sorriso).
Oggi Parigi è più femmina che mai. Tanto che mi sono appena resa conto di quanto provocante sia la Francia-Marianna nella gigantesca rappresentazione di se stessa della place de la République. Sarà che la sorprendo di spalle, scendendo il Faubourg du Temple, ma non l'avevo mai trovata così sfacciatamente seducente.
A coronare il tutto, passeggiando indolentemente nella viuzza della libreria italiana, scopro "Jeux des filles". E stasera si tirano i dadi.


(foto ©Cettina Calabrò)



(P.S. l'originale, da un blog ormai morto, lo trovate cliccando il titolo. Quando non ho niente di meglio da scrivere ho deciso di raccogliere qui i miei post su Parigi. Almeno se ne staranno tutti insieme ;)

martedì 9 novembre 2010

Questo è un uomo: Gianrico Carofiglio

L'ho detto e lo ripeto: vorrei Gianrico Carofiglio come Presidente del Consiglio (che sembra proprio la sua, no?). Pazienza se è del Pd: è un signore elegante, garbato, serio senza essere noioso e ha il culto della lingua. Anzi, delle parole.
"La manomissione delle parole" non è solo un libro che mi è piaciuto, non ha solo un inestimabile valore in questo momento storico, non è solo un testo che farei leggere nelle scuole di ogni ordine e grado, è l'opera che avrei voluto scrivere io (e non mi sarebbe affatto venuta così, naturalmente).
Il signor Carofiglio, sublime, è riuscito a scrivere un intero libro sulla manomissione delle parole, e attenzione al doppio senso di "manomissione", senza citare Nanni Moretti (fantastico, io non ci sarei riuscita: a me "le parole hanno un senso" e "chi parla male pensa male" sarebbero certo scappati tra le righe).
L'opera è, a mio avviso, molto wittgenstaniana, anche se l'autore cita Wittgenstein una sola volta, a pag. 20, permeata com'è dell'idea che "etica ed estetica sono una e medesima cosa"*. Il mio credo da una vita, cioè, più precisamente, dall'esame di filosofia teoretica che mi fece scoprire Wittgenstein, uno dei rari 30 sul libretto universitario della mailaureata che sono. E, gioia sublime, il libro è anche estremamente gramsciano: leggendolo, a pagina 67, annoto una corrispondenza con la mia citazione preferita (non vi dico quale) e, ça va sans dire, la ritrovo per intero a partire da pag. 117. Insomma, tra queste pagine intelligenti virginie si sente a casa (modesta, eh?). "La manomissione delle parole" è diventata d'imperio il mio "livre de chevet" e chi lo molla più, ora? Spero serva a preservarmi dalla sciatteria, nel parlare come nello scrivere, che mi faccia da scudo contro la miseria del pensiero, che trascini Carofiglio a guidare il Paese. Vabbè, sognare vale, no? Visto che faccio tutto al contrario, concludo con l'epigrafe: "Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini già sanno che esistono. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti" G.K. Chesterton



*cito a braccio dal "Tractatus logico-philosophicus", che naturalmente sta a Milano mentre virginie sta a Parigi, in questo momento. Siate indulgenti

mercoledì 3 novembre 2010

Mai più senza

Carla a fumetti


Per i francofoni, l'intero fumetto (o quasi) commentato qui. Stomaci deboli astenersi
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