martedì 9 novembre 2010

Questo è un uomo: Gianrico Carofiglio

L'ho detto e lo ripeto: vorrei Gianrico Carofiglio come Presidente del Consiglio (che sembra proprio la sua, no?). Pazienza se è del Pd: è un signore elegante, garbato, serio senza essere noioso e ha il culto della lingua. Anzi, delle parole.
"La manomissione delle parole" non è solo un libro che mi è piaciuto, non ha solo un inestimabile valore in questo momento storico, non è solo un testo che farei leggere nelle scuole di ogni ordine e grado, è l'opera che avrei voluto scrivere io (e non mi sarebbe affatto venuta così, naturalmente).
Il signor Carofiglio, sublime, è riuscito a scrivere un intero libro sulla manomissione delle parole, e attenzione al doppio senso di "manomissione", senza citare Nanni Moretti (fantastico, io non ci sarei riuscita: a me "le parole hanno un senso" e "chi parla male pensa male" sarebbero certo scappati tra le righe).
L'opera è, a mio avviso, molto wittgenstaniana, anche se l'autore cita Wittgenstein una sola volta, a pag. 20, permeata com'è dell'idea che "etica ed estetica sono una e medesima cosa"*. Il mio credo da una vita, cioè, più precisamente, dall'esame di filosofia teoretica che mi fece scoprire Wittgenstein, uno dei rari 30 sul libretto universitario della mailaureata che sono. E, gioia sublime, il libro è anche estremamente gramsciano: leggendolo, a pagina 67, annoto una corrispondenza con la mia citazione preferita (non vi dico quale) e, ça va sans dire, la ritrovo per intero a partire da pag. 117. Insomma, tra queste pagine intelligenti virginie si sente a casa (modesta, eh?). "La manomissione delle parole" è diventata d'imperio il mio "livre de chevet" e chi lo molla più, ora? Spero serva a preservarmi dalla sciatteria, nel parlare come nello scrivere, che mi faccia da scudo contro la miseria del pensiero, che trascini Carofiglio a guidare il Paese. Vabbè, sognare vale, no? Visto che faccio tutto al contrario, concludo con l'epigrafe: "Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini già sanno che esistono. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti" G.K. Chesterton



*cito a braccio dal "Tractatus logico-philosophicus", che naturalmente sta a Milano mentre virginie sta a Parigi, in questo momento. Siate indulgenti

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