sabato 22 gennaio 2011

A piedi

Chissà che succedeva ai cavalieri di un tempo, quelli che si incrociavano a cavallo o a bordo di una biga. Chissà se si insultavano, litigavano sulle precedenze e davano sfogo pure loro alle peggio nevrosi. Di certo non badavano ai pedoni, vittime predestinate di chiunque conduca un qualsiasi mezzo di trasporto. Qualsiasi, ribadisco.
Prendete Amsterdam: una città fantastica, con quell'allure nordica che la rende fiabesca, i canali e i coffee shop che alla virginie che io sono sembrano un'oasi di autentica civiltà. Que viva maria, perdiana. Confesso: mi piacciono meno le donne in vetrina, che trovo tristissime. Ma la cosa che veramente detesto di Amsterdam sono le biciclette. E merde. Il sorriso mi illumina pure il midollo quando incrocio un giovanotto allegro che pedala sparandosi un cannone di tutto rispetto e spargendo attorno a sé quell'inconfondibile aroma che tanto ci piace. Ma si spegne e si trasforma in un ghigno aggressivo quando rischio di venire travolta da una cazzo di bicicletta su una merda di pista ciclabile. Ok, avete ragione, sono italiana fino all'unghia del quarto dito del piede sinistro, non capisco. Noi si attraversa con il verde, come tutti. Poi si attraversa pure quando si può, rosso, verde, arancio, giallo, blu, strisce sì o strisce no. Tanto facciamo tutti così. Non ce la faccio, non ce la posso fare, trovo i ciclisti amsterdammesi (vattelapesca) aggressivi come uno squalo eccitato dal sangue. E diobòn. Mi terrorizzano. Non dovremmo essere fratelli? Io sono un pedone, tu un ciclista. Andamento lento per entrambi, no? Ok, ho attraversato il tuo cazzo di pista ciclabile a due all'ora, tu vai a dieci all'ora e io non ci ho proprio pensato, non stava neppure, non dico nell'anticamera del mio cervello, ma neanche nell'androne del palazzo del cervello che abita mia madre. Sono italiana perdio. E ho diritto di esistere. E di sopravvivere. Pure ad Amsterdam. No, scusa, olandese della capitale, hai ragione: sono a casa tua. Devo rispettare le tue regole.
Appunto. A Parigi, dite quel che volete, sono a casa mia. Ma. MA. Ieri percorrevo Boulevard de Magenta, felice come una virginie à Paris, c'est à dire: vraiment pleine de bonheur. Mi accorgo d'un tratto che il semaforo s'illumina di verde. Mi lancio sulla sinistra: devo attraversare. Putain de merde, caso vuole che, così facendo, debba attraversare una merdosa pista ciclabile. Che, ovviamente, italiana e parigina come sono (e lo rivendico, sia chiaro) attraverso velocemente. Ma il pirla è in agguato: il ciclista. "Eh, il faut faire attention: merde. C'est une piste ciclable". Ah, bon, d'accord. Ma io vengo da destra, putain, non dovrei avere la precedenza? Che cazzo di codice della strada vige sulle merdose piste ciclabili?

6 commenti:

  1. La pista ciclabile di bd de Magenta (come tutte le piste ciclabili di Parigi su marciapiede, ma questa in maniera particolare, o forse dico così perché è sotto casa mia). E lo dico io che sono una ciclista ossessiva e tutte le volte mi tocca andare piano, zigzagare intorno ai pedoni, scampanellare, rallentare, inchiodare... Comunque in corrispondenza delle striscie pedonali sulla pista ciclabile c'è un monito per i ciclisti "attention piétons" e c'è una cosa che sopporto meno dei pedoni distratti: i ciclisti aggressivi coi pedoni distratti.
    RL

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  2. rob, mais moi je t'aimais déjà, même avant ce commentaire à mon billet.
    voilà: hai capito tutto. se non ci si rispetta tra non automobilisti e similia, perché dovrebbero rispettarti gli automobilisti etc.
    A Monaco (Baviera) virginie, incredibile ma vero, si è mossa solo in bici. non ha travolto nessuno e nessuno l'ha insultata. sarà un caso, certo

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  3. E' verissimo....il mio olandese doc con il quale come sai divido l'esistenza da piu' di 30 anni afferma da sempre che i ciclisti amsterdammers sono piu' aggressivi che i politici italiani a Ballaro'.....:) ma Signur detto cio'....quanto savoir vivre a A'dam...:)

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  4. ste', ho riconosciuto pure te (non era difficile, neh?). e, of course, you are right. ma io resto un'italiana a parigi (mmmmphhhh; lol)

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  5. e a noi piaci cosi'....:)

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  6. Urca Urca, chérie! Le dichiarazioni d'amore sui blog non le avevo mai ancora ricevute. Ci vuole un appuntamento!
    R

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