giovedì 13 gennaio 2011

Rido, quando mi pare rido

"(...) la visita alle edicole che avevano l'angolo VIETATO AI MINORI era uno degli approdi più sicuri. Mi piacevano quei piccoli antri merceologici dove si stipavano decine di maschi in ascetica contemplazione dell'involucro del desiderio, da comprare e scartare per vedere le meraviglie che ci sono nelle pasticcerie mentali degli adulti". Ho appena richiuso la copertina sull'epilogo della Vita oscena di Aldo Nove, da cui ho tratto questo brano pudico attorno alla pornografia. Sospendo il giudizio ed esco a fare la spesa. Solito percorso, praticamente quotidiano: appena dopo l'angolo c'è un negozio di abbigliamento femminile che vende di tutto, dall'intimo agli stivali di gomma. Davanti alla vetrina sta piantato un signore con cappello e loden. Ha lo sguardo rapito e, quando passo, finge furtiva indifferenza. Per questo lo noto, lui, le sue mani in tasca e l'oggetto del suo desiderio: quattro busti femminili in plastica, generosamente dotati di poppe, présentoirs di reggiseni e slippini a pizzi e maculati. Vorrei spiegare al signore che, sotto, quelle signorine sintetiche sono fatte come una Barbie: tutto un liscio. Poi guardo nuovamente la mano in tasca e ripenso alla Vita oscena: "Nei cinema porno tutti fumavano e tutti avevano un giornale o il cappello che servivano a coprire l'atto della masturbazione". Il signore ha addirittura tutto un loden.


(nella foto: protesi mammarie)

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