mercoledì 12 gennaio 2011

Tilt

San Babila ore 20. Niente a che vedere con il film di Lizzani, naturalmente. Un gruppetto di persone concentrate tra due uscite del metro: volantini, striscioni (o striscione, boh), cartelli, palco non troppo improvvisato. Nessuno che se li fila. Pinocchietto li nota appena, io commento: sono le "quattro giornate di Milano", popolo viola. Sono amara. Sembra Hyde Park's Corner: le parole non si sentono, nessuno si chiede che ci fanno lì, dall'esterno appare patetico.
Eppure. Eppure varco la soglia del Teatro Nuovo, per vedere, ancora una volta, il "Mistero buffo". Due mostri sacri sul palco, un po' sbiaditi a causa dell'età: 84 lui, 82 lei, ma avercene. A dire il vero ne avrei anche fatto a meno, ma pinocchietto non li aveva mai visti. Il teatro è pieno zeppo: manca la mia generazione. Suppongo sia perché il "Mistero buffo" l'ha già visto enne volte. Come me, del resto. Ci sono un mucchio, enorme, di anziani. E un sacco di ragazzi. Anche giovanissimi. Le due ragazze di fianco a me, per esempio, sembrano sedicenni. Applaudono tutti. Sempre. Pure troppo. Quasi di continuo. Tutti felici di questa messa antiberlusconiana. Tutti felici di riconoscere il papa che officia (che sia Bonifacio o meno). Tutti contenti di essere tanti a dissentire. Anche da Marchionne.
Eppure. Sembriamo sempre tanti: MicroMega, che di solito raccoglie qualche pugno di firme, con il suo appello Sì ai diritti, no ai ricatti, in appoggio alla Fiom contro i diktat di Marchionne, ne ha già raccolte quasi 60mila. Anche la mia, naturalmente. Inutile come le altre 58mila e rotte. Il sì passerà, perché ai ricatti si tende a cedere, tra tre mesi la società civile avrà scordato tutto, avremo un Paese che ha il nome di un partito o viceversa e noi? Saremo sempre tanti, ma sempre inutili, velleitari e sfigati?

1 commento:

  1. ah, già, scordavo: ieri mattina Radio Popolare, non so come si chiami il programma ma è come Microfono aperto. si parla di lavoro e precariato. al quarto intervento è il turno di una mamma, suo figlio è andato all'estero, in Francia. fa fatica anche lì, ma è tutta un'altra storia: e c'è la disoccupazione e c'è l'assistenza e c'è stop. ho spento la radio. maremma maiala

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