domenica 6 novembre 2011

governo sì, governo no, etc. (sottotitolo: Paolo Cirino Pomicino)

Va bene, avrei dovuto farlo subito, fustigatemi quanto vi pare. Lo faccio adesso, invece. Forse un po' tardi, ma lo faccio.
Domenica scorsa mi sono trovata, sul FrecciaRossa Roma-Milano, a condividere lo scompartimento, tra gli altri, con Paolo Cirino Pomicino. Signore garbatissimo, alla napoletana, estremamente cortese. Il quale, tuttavia, ha spesso parlato al cellulare. Senza alcuna reticenza o pudore, facendo di conversazioni private conversazioni pubbliche. Le sue conversazioni, privato-pubbliche, riguardavano tutte, con poche eccezioni tra cui la situazione di Cassano (Cirino Pomicino è medico, dopotutto), l'attuale governo e la sua eventuale caduta. Il senatore, a vita, parlava della maggioranza, del governo, della sua tenuta e di quel che bisognava fare, come fosse nel suo ufficio. Ergo io ho sentito, come ha sentito mio marito e quell'altro signore che condivideva con noi lo spazio-salottino del FrecciaRossa. Di che parlava? Del fatto che il governo è decotto, "oggi Antonione è uscito dalla maggioranza. Altri usciranno domani". "Bisogna parlarne con Gianfranco". Fini? O ha detto Giancarlo e io ho sentito male? E, in tal caso, Giancarlo chi è? "Ci avviamo verso un altro governo. A capo? Amato o Bini Smaghi". Fatene quel che ne volete. Io ve l'ho detto. Ora. In ritardo, d'accordo.

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