mercoledì 26 settembre 2012

Che ci faccio qui?


Un vecchissimo post (16 marzo 2007), da un blog ormai scomparso. Parigino, comunque, dunque lo metto qui.


Perdo colpi. Meglio che lo confessi subito: ho il cervello in poltiglia. Martedì pomeriggio ricevo una telefonata da una pr che non conosco, che comincia a parlare a raffica: "mi ha dato il suo numero Raphaël di nonidentificoche. E mi ha parlato di lei anche Catherine di nonidentificocos'altro" (e chi diavolo sono Raphaël e Catherine? Mai coperti. Anche loro pr non identificati, suppongo). Una volta appurato che la tizia dall'altro lato dell'apparecchio vuole parlare proprio con me, i miei due neuroni si separano e io mi distraggo. Guardo lo schermo del computer, apro una mail, poi mi accorgo dell'errore e cerco di concentrarmi: tutto quello che so è che mi sta invitando a colazione per una presentazione. Sono così mortificata che non realizzo che ha detto "colazione" e non "pranzo". Odio le conferenze stampa a colazione, le trovo orribilmente indigeste. Mi propone mercoledì (domani? Naaaaaa, domani na. Per me "via il dente via il dolore" in senso figurato non vuol dire nulla. Tutte le cose sgradevoli le lascio per l'ultimo momento possibile. Si sa mai, nel caso morissi prima mi sarò almeno evitata una rottura di coglioni) o venerdì. Opto per la soluzione numero due. Quando ricevo la mail con l'invito ho quasi uno sbocco: sono invitata alla presentazione della Grande Punto Orange (di maiuscole ce n'è pure di più ma io non ho nessuna voglia di urlare) alle 9.30 di venerdì 16. Ergo precisamente stamattina.
Mentre mi chiedo che cazzo sarà mai una Punto Orange, arrivo al luogo d'incontro: un negozio Orange, ngh. Orange è la branca di France Telecom che si occupa di telefonini e di Internet. La pr che non conosco mi accoglie come se avessimo scopato insieme tutta la notte (vabbè, esagero, solo come se avessimo cenato insieme ieri sera). Che ci faccio qui? Non guido un'auto da oltre dieci anni (bugia: una volta, tipo sei anni fa, ho guidato da casa di mamma all'aeroporto di Linate per andare a prendere il fidanzato, ma poi ha guidato lui), non distinguo una Punto da una Cadillac, le uniche macchine che riconosco sono le Jaguar (quelle prima degli Anni 80) e le Twingo, tutte le altre mi fanno schifo, quando il fidanzo cambierà la macchina aziendale dubito che sceglierà una Punto, una volta ho provato a scrivere di auto e facevo veramente schifo. Che ci faccio qui? Non sono io che mi ripeto, è l'eco: al mio fianco c'è una giornalista francese che scrive per un giornale di gastronomia.

Ops, già, vi devo ancora dire cos'è 'sta Punto Orange: auto + cellulare multifunzioni Bluetooth (che anche qui, cazzo c'entra il dente blu? Mah). Cioè, compri quella Punto lì (sbrigati, però, che ne fanno solo 500), quel cellulare lì (due modelli, uno da 1 € e uno da 229 €, indovina di quale ti parlano e quante decine di funzioni ha in più dell'altro?) e poi puoi parlare al cellulare in auto senza fare niente; riconoscimento vocale perfetto: "chiama casa" e lui pronto ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti. Senza bisogno che ti sforzi di spiccicare le parole come un mentecatto. Ci puoi collegare l'i-Pod (lo chiamano Mp3, ma è un i-Pod, si vede benissimo), così poi dici che vuoi sentire "Cocaine" J.J.Cale e lui (lei? che cos'è? un sistemino Microsoft in ogni caso) pronto, te la fa sentire. Insomma altro che viva voce. Di quanto me ne frega dei cellulari e del rapporto scarsamente italiano che ho con quei telefonini lì lo racconto un'altra volta. L'i-Pod (Daisy, mica cazzi), confesso, ce l'ho. Resta da sapere il prezzo della Punto Orange: 10.990 €, dice il tizio. Sulla cartella stampa c'è scritto 11.750 € per la versione tre porte più sfigata. Boh.
Qualcosa ci ho guadagnato: dieci macarons arancio (ça va sans dire) di Fauchon e una chiave (pennetta?) Usb con le foto, che spero si possano cancellare così mi rimane una pennetta con doppio sponsor, bleah. Mi sa che batto in testa.

lunedì 24 settembre 2012

Ma c'è ancora Milano? Io non riesco più a trovarla


Era il mio status di stamattina su Facebook. Quando ho ripostato un video inviato da Tecla Dozio, la canzone "Non c'è Milano" di Fabrizio Canciani e Stefano Covri.
Qualche ora dopo, Tecla ha postato una foto: la ritrae seduta accanto a Carlo Oliva, che, dalla scorsa notte, non c'è più.
Non conosco tanto bene Tecla Dozio (e, soprattutto, lei certamente non conosce me), ma ho frequentato per un certo periodo della mia vita La Libreria del Giallo, la sua libreria, insomma, uno dei luoghi che rendevano Milano bella. Negli Anni 80 e 90, almeno. E non conoscevo tanto bene neppure Carlo Oliva, confesso. L'avevo incontrato più volte, sempre in quegli anni là, alla Libreria, alla Radio (Popolare, ça va sans dire) e a casa di amici comuni.
Ancora adesso, rientrata a Milano, ascoltavo "La caccia", il programma della domenica su Radio Popolare: caccia all'ideologico quotidiano. Di Carlo Oliva, appunto, e Felice Accame. Lucidi, colti, mai pesanti. O raramente pesanti, piuttosto.
Sarebbe stato un buon maestro, il professor Carlo Oliva. Forse lo è stato, chissà. È andato.
Che tristezza. Per Carlo Oliva, certo. E per Milano, che perde un'altra gran bella testa d'intellettuale niente affatto organico al sistema e neppure se ne accorge. E per me, che ritrovo sempre meno Milano.

Per di più piove.

mercoledì 19 settembre 2012

Milano: arte, sfilate, divertimento


ecchice. milano. arte. ('nzomma). sfilate (sicuro). divertimento (in che film? non pervenuto per quanto mi riguarda. a meno che non si stia parlando di quattro alcolisti al bar).
madonna quanto odio milano. e sì che ci son cresciuta. e sì che negli Anni 80 ne avevo venti e mi son divertita da morire. mi son bevuta (e fumata e) la Milano da Bere. ok. adesso basta. basta con corso como. basta con la coca. basta con le bugatti. basta con i burini. basta con le facce di merda (e incontro quasi solo facce di merda). basta. ve lo dico chiaro e tondo: pisapia non è sufficiente. e milano continua a far cagare. punto.

P.S. se cliccate sul titolo ci si capisce anche meglio; quel che intendo l'ha mostrato benissimo questo servizio, andato in onda a Piazza Pulita, http://www.youtube.com/watch?v=VI3WA1_Y44U giovedì 20 settembre 2012 (cioè dopo che avevo scritto il post)
Licence Creative Commons
Ce(tte) œuvre est mise à disposition selon les termes de la Licence Creative Commons Attribution - Pas d’Utilisation Commerciale - Pas de Modification 3.0 non transposé.