martedì 26 febbraio 2013

Liane?

Ritorno al passato, ché, di oggi, martedì 26 febbraio 2013, non ho alcuna voglia di parlare. Così riposto una (pseudo)recensione di un tempo che fu

Lunedì 15 giugno 2009

L'unico merito dell'ignoranza? Di fronte a lei tutti gli uomini sono uguali, visto che l'ignoranza del più colto degli uomini è infinitamente superiore alla sua sapienza. Ergo virginie può confessare senza pudore che, ancora una volta, non ha capito una fava. Questa mattina c'era il vernissage di una nuova mostra al Quai Branly. Nessuno mi farà mai scrivere una sola riga sull'esposizione in questione, ma, coscienziosamente, la settimana scorsa ho confermato la mia presenza, contando sul fatto che le vie dell'editoria siano infinite almeno quanto quelle del signore.
Mal me ne incolse: stamane a Parigi diluviava. Novembre è alle porte, normale. Peccato che, in teoria, ci si avvicinerebbe al solstizio d'estate. Va savoir. Dunque, stamane diluviava e virginie si è chiesta a lungo se presentarsi o meno all'appuntamento. Tuttavia tra i molti vezzi di virginie figura quello della buona educazione. Perciò non c'è stata scelta: impermeabile, ombrello e via, si va.
"Domanda ragazzo: perché? Domanda ragazzo: perché? E il padre affetta il prosciutto. E il padre affetta il prosciutto". La citazione è a braccio, ma, se la memoria di virginie non è difettosa, più o meno così suonava una poesia basca che la ragazza studiò (non a memoria) un milione di anni fa. Bene, è pertinente: cui prodest, che serve e, soprattutto, che vvor ddi'? L'esposizione si intitola "Tarzan!" (proprio così, punto esclamativo compreso, ma una delle tante cose che i francesi amano e gli italiani detestano è precisamente il punto esclamativo) e occuperà la galleria sospesa del Quai Branly fino al 27 settembre. Bene. Se siete fan di Edgar Rice Burroughs e del suo leggendario personaggio, forse e sottolineo forse, la mostra ha un senso. Se invece siete una qualsiasi virginie, beh, diciamo che a essere gentili sospenderete il giudizio. Non che ci sia nulla di brutto, anzi esteticamente, con i suoi bestioni e i cartelloni comics, è ineccepibile, era tutto un fiorire di macchine fotografiche e cineprese. Resta che mi è sfuggito il senso: estratti di film, pagine di fumetti, foto di interpreti vari da Johnny Weissmuller a Christophe Lambert, qualche quadro evocativo di supereroi di tutti i tempi partendo da Ercole, qualche bel reperto africano del quai Branly, qualche bella escursione su temi più o meno concomitanti come gli uomini leopardo. Insomma, un bel riposizionamento di Tarzan, che sgombra il campo dalle retoriche hollywoodiane, dai rigurgiti razzisti etc. etc. Perfetto se avete dagli otto ai dodici anni, ma virginie ha un bel cercare, da nessuna parte sta scritto che è una mostra pensata in particolare per i ragazzini (e il primo che cita il bambino che vive dentro ognuno di noi viene radiato immediatamente dal virginie albo). Ecco, magari è giusto una buona scusa per trascinare il pargolo recalcitrante al museo etnologico. A meno che non sia tutta colpa della mia abissale ignoranza.

nell'immagine: Il manifesto dell'esposizione "Tarzan, ou Rouseau chez les Waziri". Dal 16 giugno al 27 settembre 2009.
Copyright : © musée du quai Branly
TARZAN TM and EDGAR RICE BURROUGHS TM owned by Edgar Rice Burroughs, Inc. and Used by Permission

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