giovedì 14 marzo 2013

"A egregie cose...


...il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte". Ne so un bel pezzetto ancora a memoria dei Sepolcri. E son contenta. Anche se non sono una fanatica di tombe, cimiteri etc. Non vado mai neanche sulle tombe dei miei morti, per dire. Qualche volta, però, qualche omaggio l'ho reso. Chissà perché.

Per esempio la prima volta che sono andata al Père Lachaise. Bellissimo. Un bellissimo cimitero e un gran bel parco (anche se, almeno nei miei ricordi, il cimitero di Genova, Staglieno, è incomparabilmente più bello). Ho fatto il giro del trionfo della banalità: Jim Morrison, prima, Oscar Wilde, poi. Infine ho seguito la cartina e ho proseguito per tombe di vicino illustre in vicino illustre. E mi sono imbattuta, del tutto casualmente, in Proust.
Lì, su quel sepolcro spoglio, sono stata invasa da una profonda tristezza: a Morrison si dedica di tutto, c'è chi lascia canne già arrotolate accanto al buco che fu la sua tomba (costui si conquista così la gratitudine eterna del visitatore che segue, in genere); per Wilde è un trionfo di fiori e liriche; per Proust nulla. Non che sia una fanatica della "Recherche", della quale, del resto, ho letto solo alcuni pezzi, però non m'ero accorta che, in fondo, nessuno amasse Proust.

Sono andata a comprare una rosa rossa e l'ho posata sul marmo vuoto (e neppure troppo lucido, a dirla tutta). Così, forse in memoria dei "Sepolcri".

1 commento:

  1. staglieno? cacchio non lo sapevo. al prossimo giro a genova ci vado

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