domenica 17 marzo 2013

Il mondo secondo Warhol (e Warhol secondo virginie)

18 marzo 2009

"Tutti i miei ritratti devono avere lo stesso formato perché possano stare tutti insieme e finiscano per formare un solo grande quadro intitolato Ritratto della società (Ritratti dice l'inglese, diversamente dal francese, ma a me sembra abbia più senso così, n.d.v.). Buona idea, no? Magari un giorno il Metropolitan Museum vorrà comprarla". Mi ero coscienziosamente appuntata questa frase e, voilà, mi siedo al computer e scopro che è stato lavoro inutile: è esattamente la frase che hanno scelto per chiudere il comunicato stampa. Delle due l'una: o virginie si sta trasformando in un'esperta di comunicazione o il livello della comunicazione è sceso molto in basso.
Comunque, il tema è difficilissimo: il gran sacerdote dell'arte contemporanea, quello su cui nessuno discute, quello che tutti citano senza sapere perché, quello che i capelli bianchi sono diventati una figata per tutti dopo di lui, Andy Warhol. Che a me, fino a ieri, mica mi diceva poi tanto. Non osavo confessarlo, ma concetti a parte, insomma. Campbell e Mao a ripetizione, boh. Sì, vabbè, capisco il concetto (o almeno fingo. Ma no, ma no, è un concetto semplice, lo capisce pure virginie), però riboh. Poi ieri, folgorata sulla via del Grand Palais: ma è fighissimo, Warhol. Ma proprio fighissimissimo. Almeno per virginie.
A essere sincera, non succede per tutti i ritratti. Per esempio, nulla accade all'immagine, perfetta in sé, della bellissima Stephanie Mayer (che non so chi sia ma non è il punto), però, che dire dell'allure di mistero e dello sguardo inquietante che i colori di Warhol fanno scaturire dal volto modiglianesco di Marella Agnelli? Una rivelazione. E i malcapitati coniugi LeFrack? Uccisi dall'ironia dei colori pastello, dalle labbra carminio, dallo sguardo vitreo e dall'atteggiamento da generale sovietico disegnato per lui, non compreranno il quadro commissionato a Warhol. E applausi anche per l'allestimento: il Lenin esposto (forse quello della foto, forse no), meno noto dei Mao (che anche in questo caso sono tantissimi) sta a pochi quadri dalla splendida Carolina di Monaco. Ma quant'è bravo Warhol a raccontarci quant'è strano il mondo?

Il grande mondo di Andy Warhol
18 marzo - 13 luglio 2009
Galeries nationales
Grand Palais
Paris, France

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