martedì 29 luglio 2014

Uff, les parisiens


Sono recidiva, d'accordo. Ho i capelli disperati e mi piacerebbe tanto andar dal parrucchiere. Sono anche sottosopra: trasloco a metà, vita cambiata di nuovo, rientro a Parigi. La mia città, in fondo. La città che amo e in cui voglio vivere.
Eppure.
Sono tornata dal mio parrucchiere preferito. Sì, son recidiva, ma è irresistibile 'sto parrucchiere. E a Milano l'equivalente non l'ho trovato. Sono tornata perché avevo appuntamento con un'amica e perché volevo mostrargli il peregrino stato di disperazione della mia capigliatura prima di prendere appuntamento.
"On n'a pas le temps aujourd'hui" mi ha detto il ragazzetto (identico a quelli di cui parlo nel testo linkato sopra), manco gli avessi chiesto di farmi una risonanza magnetica. "Torni domani". Gli ho detto di sì e son andata a ciacolare con le donne: la mia amica e le due ragazze che lavoravano lì oggi pomeriggio insieme al signorino. Le ragazze le conoscevo: c'erano già tre/quattro anni fa. Il ragazzetto no. E se continua a essere così garbato durerà più o meno quanto dev'essere durato lo stagista del precedente racconto relativo al medesimo parrucchiere. In ogni caso i miei capelli, 'sto modello di parigino, non li toccherà mai. Parola di scout.

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