mercoledì 17 maggio 2017

16 maggio

Un giorno come oggi di 21 anni fa venivo per la prima volta a Parigi a trovare Carlo.
In aereo ero confusa, malgrado il piano B. Avevo visto Carlo solo un paio di volte: un bacio, forse qualcuno di più, ma, insomma, non ero neppure sicura che mi piacesse. E se poi non mi fosse piaciuto? Per questo avevo avvertito Silvia, la nostra corrispondente da Parigi: "Nel caso, puoi ospitarmi due o tre notti?".
All'arrivo mi sentivo un'ameba sudata. Ancora non so come seppi resistere alla tentazione di scappare, uscire dall'aeroporto di nascosto e tornare a Milano con il primo volo. Tanto all'epoca né Carlo né io possedevamo un cellulare: ci avrebbe messo giorni a ricontattarmi. O, almeno, ore.
Invece uscii, madida, ma sorridente e oltre le porte c'era l'uomo più bello ed emozionato che io abbia mai visto. E aspettava me.
Non ho chiamato Silvia in quel week-end.
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